ALDA

La Alda è probabilmente l'unica macchina che abbia avuto il nome dai lettori di un giornale. Il nome le derivò infatti dalle iniziali della frase «Ah, la Délicieuse Automobile», scelta dai lettori del giornale L'Auto. Fu prodotta da FERNAND CHARRON nella vecchia fabbrica ENV di Courbevoie, dopo che CHARRON ebbe lasciato la società CGV. Lo strano nome fu scelto proprio per evitare scontri con la CGV le cui macchine erano conosciute anche con il nome di CHARRON. Proprio come le vetture che CHARRON aveva costruito per la CGV, la Alda aveva il particolare piuttosto bizzarro di un radiatore al cruscotto. Disponibile in carrozzerie di gran lusso sia aperte che chiuse, montava un motore a 4 cilindri di 3187 cm³ di prestazioni notevoli: tra l'altro, si assicurava fosse capace di viaggiare in quarta a velocità da 10 a 75 km/h. Malgrado la carriera sportiva del suo costruttore, la Aida ebbe un mediocre successo in gara giungendo sesta nella Coupé de l'Auto del 1913 e ritirandosi nel Gran Premio di Francia del 1914. Mentre i modelli da turismo montavano motori a valvole laterali, quelli da competizione furono inizialmente equipaggiati con motori Henriod a valvole rotanti (CHARRON aveva infatti acquistato tutti i diritti di costruzione degli speciali motori Henriod con la fabbrica ENV nel 1912). Prima dell'inizio della I Guerra Mondiale, fu messa in listino una versione a 6 cilindri in linea. In seguito fu disponibile soltanto la 4 cilindri, maggiorata a 3563 cm³ di cilindrata. Nel 1920 la costruzione di vetture Alda passo alle officine Farman di Billancourt, dove prosegui soltanto per altri due anni prima che la fabbrica venisse chiusa nel 1922.